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La Radio ha i giorni contati. (Saluti da Dayton, Ohio)

domenica, maggio 17th, 2015

Scrivo da un Hotel a Dayton, Ohio. Sono qui da Venerdì pomeriggio e sono venuto per partecipare alla "Dayton Hamvention", la storica fiera dei Radioamatori che quest'anno visito consecutivamente per la seconda volta.

Lo dico ovviamente a malincuore ma, sebbene i numeri possano sembrare di dimostrare il contrario, é mia convinzione che il mondo dei Radioamatori sia destinato a scomparire presto, molto presto. La mia opinione é che siano rimasti - nella migliore delle ipotesi - al massimo vent'anni. Più probabilmente solo una decina.

Le motivazione principale, la più lampante se vogliamo, é che i radioamatori sono generalmente molto anziani (lo sport delle bocce, per capirci, al confronto é roba da teenagers...) per cui dubito che nel 2035 gran parte di questi siano ancora vivi o perlomeno ancora in grado di esercitare.
Questa caratteristica determina un problema per il futuro ma anche un altro (meno ovvio) per il presente:  mentre un tempo i radioamatori erano l'avanguardia, essi oggi rappresentano nella più ottimistica delle rappresentazioni semmai la tradizione. La parte più dinamica, moderna ed intraprendente dei radioamatori spesso non si identifica più neanche come tale. E non é un caso...

La seconda motivazione é meno palese della prima ma altrettanto fatale: la radio non ha più motivo pratico di esistere. Fino a metà degli anni '90 il mezzo di comunicazione era importante almeno quanto l'informazione stessa. Nell'era in cui viviamo, invece, l'informazione é trasparente ed onnipresente. Il mezzo é totalmente astratto, spesso anche sconosciuto all'utilizzatore finale. La radio ha quindi perso quel carisma, quel "drive" che ha motivato generazioni di radiotecnici nei loro studi e nei loro esperimenti. Comunicare é facile ed alla portata di tutti. Meglio concentrarsi su cosa scrivere piuttosto che su come trasmettere il testo. Non trovate?

Qualcuno a questo punto della conversazione di solito gioca la carta delle comunicazioni di emergenza. Il concetto é: si, forse é così, se però ci fosse una emergenza allora si che i radioamatori tornerebbero ad essere utili!... Ebbene vi confido un segreto: le comunicazioni radioamatoriali di emergenza sono un mito. Semplicemente esse non esistono o, se proprio vogliamo essere pignoli, esistono ma sono superflue. Potrei spiegare accuratamente le ragioni di una posizione così perentoria ma andremmo fuori tema.

Riassumendo: la radio ha i giorni contati. Certo, fino alla fine rimarranno sempre alcuni irriducibili (come me) che si ostineranno nel trasmettere in telegrafia, nel cavalcare la propagazione ionosferica, nel cercare di raggiungere distanze sempre maggiori impegando potenze sempre più basse. La differenza sostanziale é che un tempo queste pratiche avevano una utilità ed un fine mentre oggi esse sono diventate fini a se stesse. Pura nostaglia.

Da una parte dell’Oceano all’altra: FORZA ITALIA!

mercoledì, febbraio 19th, 2014

Alcuni radioamatori sono, diciamo, un più radioamatori degli altri.

C'é per esempio Joe Taylor, un premio nobel per la fisica che di tanto in tanto prende carta e penna ed inventa nuovi metodi di comunicazione digitale.
Taylor é un tipo incredibile. Nonostante sia un professorone, nonostante il Nobel e tutte le altre riconoscenze in alcuni video lo trovi seduto in t-shirt assieme a gente qualsiasi che giocherella con le sue invenzioni. 

Gente qualsiasi come il sottoscritto, per l'appunto. Stasera ero in radio ed usavo proprio uno di questi suoi nuovi metodi che si chiama JT65. Dopo un paio d'ore di attività, trasmettendo con 50 Watt il mio segnale aveva raggiungo tre continenti. Ecco la mappa:

jt65

Taylor ha fatto le cose in grande perché, oltre ad essere uno dei più efficaci in assoluto, il suo metodo é progettato per far trasmettere agli interessati esclusivamente il minimo indispensabile di quel che serve e cioè nominativi, posizioni e segnali. Ci sarebbe anche uno spazietto dedicato ai saluti ma sempre in formula estremamente stringata, anzi direi letteralmente telegrafica: consistono nel numero 73.
Non si può insomma trasmettere qualcosa come "ciao come stai, qui fa freddo, domani mi faccio controllare la prostata" perché il metodo non lo consente affatto. E' tutto tagliato su misura, non si spreca neanche un bit.

Per ragioni che non vi sto a raccontare oggi cercavo corrispondenti da Arizona, DC, Hawaii, Idaho, Lousiana o qualche altro stato Americano quando improvvisamente esce fuori un Laziale! Ah però, il Lazio... praticamente dietro casa. Fa sempre piacere, devo ammettere.

E così chiamo il Laziale (sarebbe quell'IZ0MIO che vedete evidenziato sotto, K1FM invece indica me) e questo mi risponde. Alla fine dello scambio però anziché passare il saluto meccanico di cui sopra (il numero 73) tiro in aria una bomba direi quantomeno inusuale. Trasmetto letteralmente "FORZA ITALIA".

Hahahaha mi immagino la sorpresa del collega Armando da Ripi (FR) quando si é visto arrivare FORZA ITALIA da una stazione Americana in JT65. Successivamente Armando ha risposto a tono aggirando anche lui il protocollo e trasmettendo un bel GRAZIE ALAIN.

Ogni messaggio impiega 47 secondi per essere trasmesso. Ecco qui sotto lo scambio:

0401 Transmitting 7.076 MHz JT65: IZ0MIO K1FM FN30 
0402 -16 0.1 1768 # K1FM IZ0MIO -03 
0402 -10 0.2 717 # AH6A W8BRV RRR 
0402 -6 0.3 835 # W6AAJ N9GRG EN52 
0402 -4 0.1 2106 # CQ K8JTD EM79 
0403 Transmitting 7.076 MHz JT65: IZ0MIO K1FM R-16 
0404 -18 0.1 1769 # K1FM IZ0MIO RRR 
0404 -11 0.2 721 # AH6A W8BRV 73 
0404 -9 0.5 833 # W6AAJ N9GRG R-09 
0404 -11 0.7 1387 # CQ WD0DMO EN21 
0404 -5 0.2 2080 # N9CVB K8JTD -04 
0405 Transmitting 7.076 MHz JT65: FORZA ITALIA 
0406 -16 0.1 1770 # K1FM IZ0MIO 73 
0406 -7 0.5 833 # W6AAJ N9GRG 73 
0406 -10 0.6 1388 # CQ WD0DMO EN21 
0407 Transmitting 7.076 MHz JT65: IZ0MIO K1FM 73 
0408 -15 0.1 1770 # GRAZIE ALAIN 

Notate la formalità di tutti gli altri messaggi. Tutti così schematici, così razionali. Stasera ho voluto dare una botta di vitalità, di colore. L'altro giorno ad uno del West Virginia gli ho mandato "COUNTRY ROAD". Pochi giorni dopo mi ha mandato una cartolina per posta! hahahaha
Da notare il fatto che per mantenere queste trasmissioni "variopinte" nell'ambito della legalità qui é necessario adottare alcuni accorgimenti tecnici atti a farsi riconoscere, cosa che ho ovviamente rispettato appieno (ci mancherebbe solo che mi faccio fare una multa dall'FCC!)

Domani o appena posso vi scrivo dell'incedibile radio pirata (si! esistono ancora) che ho sentito l'altra sera e da cui sono riuscito a farmi fare una bella dedica in diretta che si é sentita in tutto il Nord America ed anche in parte dell'Europa. Eh??? Fantastico...!

P.S.
Se solo riuscissi ad incuriosire una persona su diecimila riterrei la missione compiuta. In questi post di "volgarizzazione" dell'hobby del radioamatore spero di riuscire a raccontarvi una emozione mostrandovi di sfuggita un angolino di questo mondo fantastico che inevitabilmente sta per scomparire. I post tecnici, quelli seri, li lascio scrivere agli altri più bravi di me.

Ciao. Anzi 73!

PPS
Il primo che collega "Forza Italia" col partito di Berlusconi lo prendo a male parole

Il mio Sabato pomeriggio

sabato, gennaio 25th, 2014

Allora,

fuori nevica. Freddo a catena. Stamattina sono andato in banca a contare gli spicci (ormai l'unico motivo per cui vado in banca), poi sono stato alle poste, da UPS, in lavanderia  per le camicie, al baretto per un bel the ed una pasta (di merda).

Ora sono qui a casa, in venti metri c'é un filo di propagazione e ogni tanto in JT65 con cinquanta Watt esce fuori uno spot dal Giappone, dall'Australia, dal Sud Africa. In sottofondo le colonne sonore di tutti i cartoni animati degli anni '80 (a furia di sentirle oramai le ha imparate a memoria anche la mia ragazza, che é di Pechino!).

Ecco il Venezuela. Gli rispondiamo al Venezuela? Ma si va... baaam! Beccati sta frustata. Secondo me sul tetto sto sciogliendo la neve in questo momento.

Una delle cose che mi piace della radio - tra le tante - é che almeno in quell'ambito legalmente parlando sono Americano a tutti gli affetti.  Uno di loro, soggetto agli stessi diritti ed alle stesse regole.   Sulla licenza non c'é scritto mica "TEMP VISITOR" e nessuno può, in nessun modo, accorgersi di alcuna differenza. Bellissima sensazione!

Io questo voglio, sono contento così. Se avessi risorse illimitate non comprerei mica una Lamborghini. Non farei cose da pazzi. Mi basta poco. Questo é il mio sogno Americano.
Grande paese ragazzi... grandissimo. Non é il paradiso eh... sia chiaro. Eppure per chi come il sottoscritto si sente un cane sciolto penso sia il top.

Comunque vada a finire per me - e potrebbe finire molto male molto presto - non potrei mai nutrire sentimenti di ostilità nei confronti degli USA. Solo ammirazione.

Il Venezuela alla fine ha risposto, avanti un altro...

Ciao (e 73!)

QTH Starbucks

mercoledì, gennaio 22nd, 2014

IMG_3923

Secondo voi si era mai visto uno che si porta una radio ed una antenna e trasmette da dentro uno Starbucks? Fino a due giorni fa secondo me no...

Vi ricordate l'appuntamento col radioamatore vicino di casa? Ci siamo visti per l'appunto in uno Starbucks sulla prima avenue. Inizialmente io non avevo neanche idea di quanti anni avesse. Ci eravamo sentiti in telegrafia eh... roba da 1800 altro che Facebook.

E' andata a finire che siamo quasi coetanei, entrambi provenienti da un altro paese, lui é sposato io convivo, quasi colleghi. Non ci eravamo mai visti (ne parlati) prima di quel momento eppure era come se ci conoscessimo da sempre.

Senza che ci mettessimo d'accordo lui ha portato uno zaino pieno di tasti telegrafici, io invece una valigetta con dentro un kit HF completo e pronto a trasmettere.

Prima di andare via uno dei tasti me lo ha anche regalato! Il valore é più che altro simbolico ma sono rimasto colpito ugualmente. Una persona che non conosci e che non hai mai visto prima ti fa un regalo qui non é cosa sa poco. Siamo a Manhattan eh... dove é anche possibile che se muori all'improvviso dopo dieci minuti é come se non fosse successo niente.

Le cimici dell’NSA

giovedì, gennaio 16th, 2014

Quando si parla di cimici io sono un esperto mondiale... questo lo sapevate già. Oggi però non parliamo di cimici del materasso bensì di quelle dell'NSA.

Stasera ero a Boston che facevo cena da solo in una tavernetta e così mentre mangiavo un hamburger mi sono messo a leggere un paio di cose circa uno degli ultimi leaks  rilasciati da Snowden e compagnia bella.

Secondo la stampa l'NSA istallerebbe dentro computer e telefoni venduti in giro per il mondo dei piccoli "trasmettitori" che permetterebbero alla stessa di spiare facendolo anche via radio anziché, come normalmente accade, via Internet.

Ma come sarebbe possibile istallare un trasmettitore in grado di coprire Km di distanza all'interno di una chiavetta USB o del cavo di un monitor?
E come diavolo farebbero quelli dell'NSA a costruire dei trasmettori così piccoli, così incredibilmente stealth ed allo stesso tempo così efficienti?
Possibile che nessuno se ne sia accorto fino ad oggi?

Sempre ammesso che il materiale rilasciato sia genuino, la risposta a queste domande sarebbe sorprendente:  l'NSA non userebbe dei normali trasmettitori bensì dei retro-riflettori radar.

Funziona così: nel cavetto del monitor  di un possibile target viene istallato al momento della vendita un dispositivo come questo:

ragemaster

successivamente, a qualche Km di distanza si istalla un Radar come quest'altro:

ctx4000

Il Radar, come é ovvio, continuamente trasmette e riceve segnali che vengono riflessi dagli oggetti circostanti. Quando il segnale del radar investe il retro-riflettore questo modula su di esso l'informazione da trasferire (che nell'esempio specifico é un canale VGA).

Nel computer, insomma, non c'é nessun trasmettitore. Una tradizionale operazione di bonifica risulterebbe essere totalmente inefficace. Il riflettore, inoltre, non dovendo trasmettere alcunché risulta essere piccolissimo e a bassissimo consumo tanto che le batterie - quando necessarie - durano mesi se non addirittura anni.

Non avevo mai sentito parlare di questa particolare tecnica che, in effetti, é da considerarsi relativamente nuova (brevettata nel 1959 ma implementata solo recentemente).

Vi lascio con una chicca. Un giocattolino che mi piacerebbe un casino avere. Eccolo:

geneis

E' un normale telefonino che però contiene anche un ricetrasmettitore SDR. E questo già nel 2008! Pensate oggi che faranno con iPhone, Android, tablet ecc...

All'NSA fanno sul serio

Ciao

Meraviglioso: ecco il radioamatore Eschimese mentre comunica con la Bullock (Gravity)

mercoledì, novembre 20th, 2013

mobile link

Qualcuno ha avuto la brillante idea di girare un corto in cui il Mayday della Bullock (Gravity) viene visto da terra.
Per quanti si chiedessero se tecnicamente un contatto del genere é possibile o meno la risposta é certamente si.

Passando dalla finzione alla realtà mi viene in mente il caso di Veronica, una amica che dal deserto della Lybia utilizzava un portatile palmare per avere contatti quotidiani con l'astronauta Francese Jean-Pierre Haigneré a bordo della stazione spaziale MIR. Oppure quello di Maryam, un'altra amica di Kuwait City che dopo aver preso appositamente la licenza la utilizzò una volta soltanto per fare gli auguri di buon compleanno a Serjei Krikalev sulla ISS. Myriam trasmetteva dal tetto di casa e si faceva reggere l'antenna dalla sorella minore. Una volta ultimato il collegamento per l'emozione si mise a piangere. Successivamente per via di questa cosa in medio oriente diventò una specie di star.

Nell'ambiente i due casi che vi ho descritto se li ricorderanno in molti ma vi posso assicurare che ne esistono dozzine di altri altrettanto incredibili. In soldoni si può dire che in una situazione come quella immaginata nel corto (cioé in sostanziale assenza di stazioni concorrenti) una radiolina ed una antennina qualsiasi bastano ed avanzano per comunicare con lo spazio. Ora in molti penserete: "ma come, dal bagno di casa mia non prende nemmeno il cellulare mentre gli Eschimesi con una radiolina da 21 Euro possono parlare con gli Astronauti?!?". Lo so sembra incredibile, eppure é proprio così.

Ho passato vent'anni dietro a queste cose e vederle immortalate in un film famoso é motivo di grande gioia. Forse é al contempo anche la chiusura di un'epoca. Del resto ormai gli Astronauti oramai li puoi raggiungere anche su Twitter ma che ci volete fare... per me la radio rimarrà sempre la radio.

Ciao a tutti

Alain

Message in a bottle

mercoledì, agosto 14th, 2013

Luca Parmitano é un astronauta Italiano che attualmente si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Proprio oggi sul suo blog ha pubblicato un post molto interessante titolato "Message in a bottle" (disponibile anche in Italiano) che vi consiglio di leggere.

Parmitano descrive un contatto radio casuale effettuato con un ragazzo Portoghese sulle frequenze riservate ai radioamatori. La cosa é a me particolarmente cara perché nel lontano 1996 (praticamente al termine dell'era mesozoica antecedente la diffusione di massa di Internet e Smartphones) un contatto del tutto analogo capitò anche a me. Ai tempi l'astronauta non era Italiano bensì Russo (e quindi un "Cosmonauta": Valeri Korzun), ed il contatto non proprio casuale perché ci provavo e riprovavo quotidianamente da circa un mese.
Riuscii nell'impresa una domenica mattina presto, quando probabilmente la concorrenza Europea ancora dormiva e la stazione spaziale MIR si allontanava lungo il corridoio che sorvola la Turchia e l'Iraq, lasciando quindi fuori dai giochi le "big guns" del quadrante nord-occidentale.

Dissi poco più del mio nome, qualcosa del tipo "Good Morning...". Il Cosmonauta ricambiò i saluti per poi sparire in Medio Oriente. Fu una emozione fortissima, una soddisfazione incredibile. Pensateci: prima di Facebook, prima di Google, prima di Twitter, praticamente prima di Internet come la conosciamo oggi ero riuscito a scambiare un saluto con un tizio in orbita attorno alla terra. E' roba che a 17 anni ci rimani flashato eh... Cominciai a gridare e saltare per la stanza come un pazzo. I miei genitori si svegliarono di soprassalto senza capire cosa fosse successo.

Ed infatti ci sono un pò rimasto sotto con questa cosa: da li in poi ho contattato una dozzina di Astronauti diversi sia a voce che via "Packet Radio" (una sorta di E-Mail rudimentale via etere) e in un modo o in un altro non ho più smesso di occuparmene. Potrei raccontarvi storie per ore ed ore, tipo che ho un un sito/community che si occupa di questo tipo di comunicazioni e che viene aggiornato da un impiegato della NASA  ancora oggi (ve lo giuro é vero!), oppure che una volta feci cena con Guidoni e Malerba a Berlino, oppure che passai un'oretta a mangiare una torta seduto vicino a Sergjei Krikalev (un mito in materia di volo spaziale). Ma ce ne sarebbero tante altre, del resto sono vent'anni mica dieci giorni...

Il ragazzo portoghese si cui parla nel post lo conosco ovviamente, e poco prima di scrivere questo post ho dato un piccolo consiglio ad un altro amico che gestisce il logbook della stazione radio di Parmitano. Insomma é un mondo, un mio pallino che qui non conosce nessuno, una gioia da nerd d'altri tempi.

Che bell'hobby la radio... Non me ne stuferò mai.

L’Antennone del Queens

martedì, dicembre 25th, 2012

Ieri non c'era propagazione e girano noto un segnalone in onde medie di quelli che vedi poche volte, tipo che con 18db di attenuatore arrivava ancora a 9+40. Facendo una rapida ricerca scopro che si tratta di WQEW, un sito da 50 KW ora appartenente al gruppo Disney e che si trova a Maspeth in Queens. Un trasmettitore da 50 KW vicino casa mia? Dovevo vederlo assolutamenti così nonostante i due gradi centigradi ho preso la bici e sono andato.

E' stata una ottima occasione per rivedere che razza di posti sono le zone industriali di Manhattan che - estremamente trasandate - istintivamente ti instillano un senso di insicurezza profonda. Passaggi a livello incustoditi, immondizia per la strada, ristoranti terzomondisti, night clubs sempre aperti col pranzo a buffet... Non sembra neanche di stare a New York.

Sabati nerd

domenica, febbraio 5th, 2012

State tranquilli non sto fabbricando una bomba...

Il video lo apprezzeranno in pochissimi ma ci tengo a pubblicarlo ugualmente perchè per arrivare al risultato di stasera ho speso ore ed ore di paziente lavoro.
E' una Antenna automatica: basta premere un tasto e la radio va in trasmissione, dopodichè un servocomando fa girare un condensatore variabile e mentre questo accade vengono fatte delle misure tramite dei comandi su una linea seriale. Quando l'accordo è fatto il tutto si ferma e la radio torna in ricezione.
Come vedete è tutto ancora in fase di prototipo: il servocomando si regge tra un mazzo di carte da Poker ed un libro di foto di New York, tutti i collegamenti sono volanti ed il software richiede ancora parecchi aggiustamenti. Però funziona! ( Arduino mi sta facendo ritornare adolescente... )

Ciao!

Sirius XM, la Radio Satellitare Americana

venerdì, gennaio 27th, 2012

Durante la recente vacanzina avevo in affitto una Hyundai Sonata (gran bella macchina) munita di XM Radio, una sistema satellitare che ti permette di ricevere centiaia e centiaia di canali tematici ad alta qualità.
E' praticamente l'equivalente della pay TV applicato al mondo della radio, senza però la piaga della pubblicità.

Scegli un canale e immediatamente vedi il titolo della canzone ed il gruppo, oltre ovviamente al nome del canale che stai ascoltando. Tecnicamente il prodotto è valido nelle zone suburbane ma ha dei problemi seri nelle grandi città per via dell'ostacolo rappresentato dai palazzi alti e vicini e così in molte di queste zone hanno provveduto ad istallare dei ripetitori terrestri.

Ah, ovviamente come la pay TV si paga eh... non è mica gratis: costa circa 15 dollari al mese. Se avessi la macchina e viaggiassi molto in giro per gli Stati Uniti credo che lo farei. Per il resto, se viaggio mi piace ascoltare i talk show delle radio in AM.