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Gimagua

sabato, giugno 29th, 2013

Si lo so i topi, si lo so il caldo, si lo so la ruggine, si lo so la puzza... eppure ogni tanto mentre torni a casa ti capitano scene tipo due gemelli Columbiani che improvvisano un live di rumba, flamenco, cumbia e ritmi Afro-Americani davanti a dozzine di passeggeri che aspettano il treno.

E come ci danno dentro! Ogni tanto qualcuno offre un dollaro, qualcun'altro compra il CD per 10 (io l'ho preso), applausi, addirittura c'é chi balla.
Gli artisti di strada (anzi di metro) sono benvenuti e autorizzati a suonare dall'autorità dei trasporti cittadina. Pagheranno anche le tasse? Non lo so, ma non mi meraviglierei se lo facessero...

Poi il treno finalmente arriva, alcuni salgono altri scendono e tutto torna come prima: altra fermata alro giro.

Che città ragazzi... che città

The Nostalgia Train: “it makes New York New York”

domenica, dicembre 16th, 2012

Quella del "Nostaglia Train" é una bellissima iniziativa del museo della metropolitana di New York che consiste nel rimettere in circolazione un treno d'epoca perfettamente funzionante e restaurato. Tutt esattamente come una volta: le luci che vanno e vengono, il rumore assordante, il capotreno in divisa con tanto di orologio da taschino che ad ogni stazione esce fuori e grida come un pazzo per annunciare le fermate successive.

I Newyorchesi più attenti raccolgono queste occasioni al volo ed ecco che a bordo trovi sempre una quantità incredibile di persone in costume di tutte le età. Addirittura c'é chi si organizza per suonare musica degli anni '30 dal vivo animando i balli dei gentiluomini e delle dame in carrozza.
Poi l'eccezione, lo strappo alla regola che non mi sarei mai aspettato: la MTA consente di spostarsi tra un vagone e l'altro sia a treno fermo che in movimento. Normalmente - pur essendo le porte tutte aperte - per motivi di sicurezza questa cosa é oggi assolutamente vietata ma in questa occasione si chiude un occhio nonostante le vibrazioni siano fortissime ed il "gap" tra i due pianali non esattamente trascurabile.

Il bello é che il treno effettua il percorso di una normale linea della metro (la M) e quindi ad ogni stop c'é sempre un sacco di gente totalmente ignara che ti guarda a bocca aperta. E' come un viaggio nel tempo: tu aspetti un treno R-160B del 2010 ed invece inspiegabilmente si presenta un R-1 costruito nel 1931. I turisti vanno in delirio...

Un Newyorkese attempato, berretto in testa, capello bianco e NY Times alla mano, rimasto evidentemente sorpreso dalla gradevole trovata riassume tutto in quattro parole: "it is an undiscovered pleasure. It makes New York New York!".

6 Train

martedì, aprile 17th, 2012

Avete presente quando nei film si vedono folle oceaniche accalcarsi in metropolitana con passeggeri gomito a gomito dentro i vagoni che escono ed entrano dal treno come mandrie di buoi inferociti? La linea 6 nelle ore di punta è esattamente in quel modo: sempre stracolma, sempre iper-caotica. Non ci trovi un posto a sedere neanche portandoti una pistola.
Per velocizzare al massimo le operazioni di carico/scarico lungo le varie stazioni la MTA piazza degli addetti che sollecitano i passeggeri a fare in fretta per poi segnalare al capotreno che è ora di ripartite sventolando una piccola torcia elettrica.

La 6 io la prendo alla 59esima strada, stazione in cui scendo dalla N. Sono sicuro che inizialmente la stazione non fu progettata per gestire certi volumi di traffico. I sessantamila passeggeri che ogni giorno ci transitano si trovano infatti costretti a camminare su una passerella larga poco più du un metro e mezzo che sfiora i treni in movimento ed in così poco spazio è indispensabile stare molto attenti a non inciampare o a non farsi dare una spallata dalla persona che cammina in senso opposto se non si vuole finire sotto le ruote.

La città è corsa ai ripari iniziando la costruzione della nuova linea della Seconda Avenue. Costerà 1.7 miliardi di dollari al Kilometro  e avrà tempi di realizzazione biblici (si parla di decenni di lavoro) e fino al giorno dell'inaugurazione le cose sulla 6 non miglioreranno di molto. Anzi probabilmente addirittura peggioreranno per via dell'apertura imminente dell'East Side Access verso le ferrovie regionali di Long Island.

La cosa affascinante è in tutto questo marasma riesco ugualmente a trovare dei punti di riferimento, dei momenti di familiarità. Capita infatti ogni tanto di riconoscere qualcuno, di rivedere facce note come la cinquantenne rifatta serie "crollo ma non mollo", la ragazza acida con cui ebbi una conversazione folle alla festa di chissà chi (il mondo è piccolo), il signore strano che parla da solo spaventando quelli che gli siedono vicino. Insomma, persino nei meandri più duri della metropolitana di NYC, forse il non-luogo più impersonale e frenetico che ci sia in Occidente, a cercarli bene si ritrovano elementi di una umanità altrimenti perduta.

Il broker di serie B e l’estetista di Astoria

venerdì, marzo 23rd, 2012

L'altra sera passa in metro sta tipa. Una tosta eh...: fuseaux fucsia auauauuuuu, scarpa col tacco, vestitino plasticoso, capello arrotolato, trucco non troppo pesante ma forte abbastanza da distogliere lo sguardo degli avventori che normalmente si fisserebbero a latitudini più basse. Scia di profumo. Il Grande Oriente insomma. (Capisci a me)

Eravamo alla 59esima strada. Lei fa le scale e si ferma proprio vicino ad un tipetto ben vestito sui 35. Lui mascella quadrata, la barba fintamente incolta, sguardo attento. Alle orecchie le cuffie di un iPhone, scarpetta che testimonia un certo gusto, pantalone attillato, un impermeabile scuro dal tono misterioso.

I due sono talmente vicini che probilmente uno arrivato successivamente avrebbe pensato fossero già fidanzati. Eppure non si conoscono! Lei fa l'indifferente eppure con così tanto spazio ha scelto di fermarsi ad aspettare proprio sotto il suo naso. Lui invece è perplesso e di tanto in tanto butta l'occhio a sud dell'equatore.

Aspetta aspetta il treno tarda ad arrivare. La nostra estetista di Astoria aspetta impaziente ed è evidente che in quel momento pensa solo a due cose: 1) Ma quanto cazzo ci vuole per togliersi le cuffie ed attaccare il bottone? Che mi devo spogliare nuda? 2) Ma non è che questo è così ben vestito perchè magari gli piacciono gli uomini?!?

Ma si sbaglia perchè al nostro stock brocker di serie B (altrimenti non vivrebbe ad Astoria) le donne piacciono eccome: ormai fa la punta come fosse un cane da caccia che fiuta una quaglia e sulla tempia destra si intravede addirittura una gocciolina di sudore. Eppure non succede niente: non una parola, non un sorriso, non un commento stupido sul treno N che è sempre in ritardo.

Ma il ritardo non può durare in eterno ed il treno alla fine arriva. Lei scatta in pole position probabilmente per farsi inseguire. Chissà che magari le si sieda vicino... Lui però neanche ci prova e sale passa oltre.

Ma dove sono i fischi, i commenti dei maschi inferociti, gli approcci funamboleschi, le battute da cabaret per farla sorridere a tutti i costi? E poi lei che fa finta di niente (o fa la scocciata) ma poi sotto sotto le piace ed il giorno dopo ne parla soddisfatta con le amiche. Nulla di tutto questo. Una ragazza Italiana una volta mi disse che nel passare dall'Italia a New York si ha la sensazione di diventare trasparenti perchè i ragazzi improvvisamente non ti assillano più (E vorrei vedere, dico io... con la concorrenza che ci sta!)

Comunque, sta di fatto che il maschio Americano medio dinanzi così tanto materiale che ci sarebbe da lavorare 24 ore al giorno e poi fare gli straordinari dimostra una calma zen ed un distacco totale. Sarà forse l'assuefazione a tanto ben di dio? Saranno i pensieri? I problemi che assillano più o meno tutti allo stesso modo? Sarà la playstation o forse la TV da 300 canali? Mistero

Ciao a tutti.

E viva la quaglia!

La Metropolitana di New York in cifre

giovedì, gennaio 12th, 2012

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- 468 Stazioni (35 in meno rispetto al totale delle stazioni di tutte le altre metropolitane d'America)
- 1350 Km di binari
- 6356 Carrozze (Trenitalia ne ha 7476 in tutta Italia)
- 1.604 miliardi di passeggeri nel 2009 (seconda solo a Tokyo, Mosca e Seul)
- 5.2 milioni di passeggeri al giorno nel 2010
- 180 mila passeggeri al giorno solo a Times Sq-42 St, 150 mila a Grand Central-42 St
- 61 Km di tratta percorribili dal Bronx fino al Queens
- 3100 Agenti di Polizia (2500 NYPD Transit Bureau + 600 MTA Police)
- 1 aggressione ogni 920.000 passeggeri  (anno 2010)
- 1 furto ogni 85.000 passeggeri (anno 2010)

quasi dimenticavo: aperta 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno

L’Italia è un’altra cosa

mercoledì, dicembre 7th, 2011

Oggi - come succede raramente - ho fatto un paio di fermate di metro per raggiungere il posto in cui dovevo andare a pranzo. Al ritorno dal pranzo ero alla stazione della 59esima strada. Una stazione di quelle grosse in cui in un giorno credo transitino almeno 100.000 persone... se non di più.
Non so perchè ma stavo aspettavo il treno sbagliato (uptown) quando mi accorgo che a pochi metri da me c'era un ex collega (Americano) che non vedevo da un annetto. Questo collega qui è stato anche un amico oltre che un collega. Per capirci,  è stato lui che mi ha mostrato quella New York che non trovate nelle guide turistiche. La New York noir... quella per molti, ma non per tutti. Insomma un compagno di avventure, di merende.  L'unico con cui avessi stretto un rapporto in qualche maniera Italico.

Io l'ho visto e gli ho fatto uno scherzo: "mani in alto!" mettendogli il telefono sulla schiena come fosse una pistola. Lui ha riso... come stai come non stai... il tempo di dire quattro parole e arriva il treno che lui stava aspettando che era veramente uptown e quindi diverso dal mio.
La cosa che mi ha stupito (ma che in fondo qui è normalissima) è che nonostante non ci vedessimo da un anno e avremmo avuto 1000 cose da raccontarci lui ha preferito salire sul treno e quindi tagliare a corto piuttosto che aspettare altri 3 minuti.

La gente qua è così... la vita è così! Non c'è niente da fare. La velocità dei rapporti umani ricalca quella degli spostamenti e degli impegni. Ci si conosce si... ma fino ad un certo punto. L'Italia in questo è tutta un'altra cosa.

Any Colour You Like

martedì, novembre 15th, 2011

All'andata verso il corso di Cinese avevo in mano il libro di testo e un anziano signore di Taiwan se n'è accorto. Apriti cielo: a voce altissima si è messo a farmi riperizioni si pronuncia. Voleva anche che leggessi direttamente dal Cinese (si... magari tra 20 anni!). Era molto orgoglioso e incuriosito dal fatto che stessi studiando la sua lingua. Vive qui da 43 anni ma ancora ha un accento fortissimo e, come molti altri Cinesi, si potrebbe facilmente confondere con uno che invece è arrivato da 3 mesi.

Al ritorno ero salito sulla N ad Herlad Square sulla N. All'ingresso della metro un femminone di quelli che fanno girare la processione.

Il gruppo che ho ascoltato il numero maggiore di volte sono probabilmente i Pink Floyd. Musica intramontabile. Gente avanti. Anzi oltre...
Ascoltavo per caso"Us and them" quando alla 49esima sale e si siede davanti a me una compagna di corso che evidentemente stava facendo una connection. Lei è una sognora Sud Africana e come succede per il Cinese dopo 30 anni ancora non ha perso il suo distinto e nettissimo accento British. Appena mi vede le faccio: "That's quite a coincidence, isn't it?" con un fare volutamente Lord. Lei ha risposto sorrodendo: "Indeed!"
Quando mi succedono cose che capitano una volta su mille mi fermo sempre a pensare...

L'iphone ora suona "Any Colour You Like". Che città psichedelica ragazzi... Indeed!

Ciao

Sent from my iPhone

Incredibile, inaspettata e dai risvolti imprevedibili

mercoledì, luglio 6th, 2011

Stamattina, giornata di sole, cammino lungo la strada verso la metro.

Non so come dall'iPhone salta fuori "The National Anthem" - un vecchio pezzo dei Radiohead - proprio nello stesso momento in cui dal portone sgangherato di un palazzo che fa angolo salta fuori una ragazza del sud est asiatico tutta vestita di nero, occhiali neri, passo felpato. Ideale la colonna sonora per un incontro così misterioso e fugace.

All'ingresso della metro sopraelevata una fila bestiale per prendere i biglietti. Il motivo per cui molti abbonamenti scadono tutti lo stesso giorno è un mistero paragonabile al movente dell'assassinio di JFK o alla vera identità di Dan Cooper. Cosa insolita, c'erano tre guardie armate ai lati delle macchinette nonostante non stessero estraendo gli incassi, circostanza che ne avrebbe invece richiesta soltanto una.

Va beh, salgo sul treno facendo a cazzotti con le porte scorrevoli, che si sono chiuse all'improvviso senza darmi il tempo di indietreggiare o entrare in carrozza. Dietro di me altri due forzano la riapertura con le mani e salgono al volo. Un terzo ritardatario invece non ce la fa. Lo vedo scomparire verso destra mentre con lo sguardo verso il cielo impreca senza dire niente. (Ma come può esistere una lingua che non contempla le bestemmie?!?)

Mi siedo, scorre qualche canzone, cambio linea. I riflessi del sole della linea 7 si rincorrono tra i sedili poco affollati. Davanti a me una signora anziana mi fissa immobile. Ma mi sta fissando oppure dorme? Impossibile stabilirlo perchè ha anche lei gli occhiali da sole.
Ecco che verso Five Pointz entrano in lista di nuovo i Radiohead. Ma che c'ha stamattina l'iphone?
Il secondo pezzo della mattinata dovevo averlo sentito già altre volte e mi doveva anche essere piaciuto perchè l'ho marcato 4 stelle, eppure me lo ricordavo a malapena.

Il treno si inclina per entrare sotto il fiume, e mentre il sole timidamente scompare per lasciar entrare la 7 nell'oblio degli abissi "Let Down" mi rapisce completamente. Sono quasi commosso, al punto che ho saltato la mia fermata e sono arrivato al capolinea (Times Square).

Ascoltatela la canzone - questa si, piuttosto che quella di prima - perchè credo descriva meglio di un milione di parole certi momenti di una fase di vita incredibile, inaspettata e dai risvolti imprevedibili. In altre parole, credo descriva bene una grossa fetta della mia New York.

Ciao!

Scene di vita e di morte nella metropolitana di New York

domenica, maggio 22nd, 2011

Scendo dal trendo per prenderne un altro quando proprio in mezzo ad uno degli enormi corridoi del piano principale della stazione di Herald Square noto un movimento strano di divise. Mi avvicino e metto subito a fuoco la situazione: due equipaggi della FDNY stavano tentando di resuscitare una persona.
Uno dei tecnici era accovacciato dietro la testa (riversa verso l'alto) del malcapitato e attraverso la bocca controllava costantemente l'accesso alle vie respiratorie, un altro si occupava di pompare aria con un palline ambu, un altro ancora faceva il massaggio cardiaco intervallandosi ad intervalli regolari con le insufflazioni dell'aria. Altri tre tecnici erano in piedi, uno con una cartella in mano, due guardavano senza fare niente. Tutto in torno numerosi borsoni pieni di strumenti, boccettine, siringhe e macchinari.

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John Conn e la metropolitana di New York nei primi anni ’80

lunedì, luglio 12th, 2010

In un mercatino del Queens mi sono imbattuto su una serie di foto in bianco e nero sulla metropolitana di New York che avevo già visto in giro da qualche anno.
Sono gli scatti di John Conn, parte della collezione permanente del Museum of New York City, un lavoro che come pochi altri documenta lo stato di decadenza della metropolitana (e quindi dell'intera città) durante quegli anni terribili ma anche affascinanti.